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La storia infinita dello Stadio dei Pini va al di là dell'ambito calcistico e interessa un'intera comunità

mercoledì, 17 gennaio 2018, 17:25

di emanuele vigna

“Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per strada, lì ricomincia la storia del calcio”, sosteneva Borges con malinconica poesia. Ma tale citazione sembra essere stata fraintesa all'interno di questa vicenda, che affonda le proprie radici nel 2013 e si protrae negli anni coinvolgendo una molteplicità di soggetti, pubblici e privati.

È opportuno fare chiarezza e iniziare ad esporre i fatti proprio dal lontano 2013, quando la precedente amministrazione comunale e la società calcistica A.s.d Marina la Portuale stipularono un reciproco accordo: la convenzione prevedeva che la società calcistica si impegnasse a ristrutturate per intero lo Stadio dei Pini, a Marina di Carrara, comprendendo nel progetto un campo sintetico e una tribuna più capiente, dietro contributo annuale della cifra di 24 mila euro da parte del comune di Carrara. La società avrebbe potuto anche usufruire del campo per altri vent'anni a partire da quella data, sviluppando le opportune attività nella rinnovata infrastruttura.

Forte dell'intesa col comune, l’ A.s.d Marina la Portuale si è rivolta all'istituto per il Credito Sportivo, ricevendo una particolare forma di finanziamento dedicata alle società che vogliono costruire, ampliare o ristrutturare impianti sportivi: infatti i profondi risvolti sociali di tali operazioni garantiscono ai beneficiari del prestito particolari agevolazioni. I soci della squadra di calcio, a propria volta, hanno chiesto dei mutui a titolo personale per far fronte al rimborso del finanziamento, in attesa dei soldi del comune.

I lavori di ristrutturazione del campo iniziano a rilento e presto la società a cui era stato affidato l'appalto li interrompe a causa di problemi interni: l'istituto per il credito sportivo cessa di erogare il finanziamento, il comune non versa negli anni neanche una delle rate convenute e lo Stadio dei Pini viene abbandonato definitivamente.

I risvolti sociali di questa situazione sono evidenti a tutti: bambini costretti a cercare altre società dove poter giocare ( in modo da non finire per strada, come diceva Borges), con tutti i disagi connessi per genitori e famiglie. Non si tratta solamente di sport, si parla di aggregazione, di punti di ritrovo per coloro che hanno piacere a vedere la partita, della possibilità di trasmettere regole di convivenza civile ai giovani che frequentano il campo.

 Inoltre la prima squadra, che attualmente milita in Eccellenza, ha trovato ospitalità in un campo ad Aulla, comportando costi aggiuntivi a carico della società.

Ad oggi l'istituto per il credito sportivo sembra aver rivalutato la propria posizione ed essere disposto a rilasciare nuovamente il finanziamento, a patto che il comune provveda a mantenere gli accordi presi nel 2013 e mai revocati ufficialmente.

In questa situazione Fratelli d'Italia si fa portavoce delle famiglie danneggiate da questa situazione e di tutta la comunità e chiede a gran voce al sindaco che siano onorati gli accordi presi in passato, nell'interesse degli appassionati di calcio e non solo. Chiede inoltre che l'amministrazione attuale si informi presso gli uffici comunali competenti su che fine abbiano fatto le rate degli anni passati, mai entrate nelle casse della società sportiva.


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