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Calcio e Covid-19, Enrico Castellacci: “Tutta la responsabilità non può ricadere sui medici sportivi”

sabato, 16 maggio 2020, 10:29

di michele masotti

Pure la Serie A di calcio, l’industria del pallone genera 4,7 miliardi di euro, prova ad entrare nella sua fase 2, quella di convivenza con il Covid-19. Sulla ripresa del massimo campionato italiano, fissato dai club per il 13 giugno, ci sono ancora parecchie incognite dopo la redazione del protocollo stilato dal comitato tecnico scientifico e condiviso dal governo. Oltre alla presa di posizione di undici club, il punto cardine della questione riguarda i medici, ai quali sono state addossate tutte le responsabilità, anche penali, nel caso di un calciatore contagiato. Enrico Castellacci, medico di quella nazionale campione del mondo nel 2006 e che ha ricoperto per tanti anni questo ruolo nella Lucchese, è il presidente dell’associazione medici italiani del calcio.

In virtù del suo attuale incarico, Castellacci ha spiegato tutte quelle incongruenze presenti nell’attuale protocollo. La decisione definitiva su quali linee guida sortirà i suoi effetti anche sulle altre componenti del pianeta calcio, ossia Serie B, C, mondo dilettantistico e settore giovanile. Non è mancato, infine, un pensiero per la sua Pantera, guidata oggi dalle sue vecchie conoscenze Francesco Monaco, Bruno Russo, Daniele Deoma e Mario Santoro.

Quali sono i nodi principali emersi dalla redazione del protocollo condiviso da ministeri e comitato tecnico scientifico?

Toccherei i tre punti inseriti dal ministro Spadafora. Concordo sui tamponi che non devono essere distratti alla comunità. Sulla quarantena si è deciso di non seguire il modello tedesco (domani riparte la Bundesliga nda), ossia mettere in isolamento solo il calciatore positivo e non l’intera squadra. Così facendo ci saranno molte più chance di terminare la stagione, a differenza del protocollo italiano di porre in quarantena tutto il team. Il rischio che la Serie A si fermi nuovamente c’è, ma questa è una scelta politica che deve essere accettata. Non è assolutamente possibile, invece, addossare la responsabilità al medico sociale, figura peraltro mai istituzionalizzata, l’unica a non avere un contratto depositato in Lega. Questa decisione è stata presa senza che la nostra categoria venisse interpellata; ci pare una situazione inaccettabile. Quando sento parlare di responsabilità unica dei medici mi viene da sorridere: la parola responsabilità è da sempre insita nella nostra professione. Le responsabilità devono essere assunte, come sempre, dai club che sono delle vere e proprie aziende. Siamo assolutamente pronti ad assumerci una responsabilità condivisa.

Come L.A.M.I.C.A. quali azioni avete in mente?

Per il momento ho allertato il nostro ufficio legale composto dall’avvocatessa civilista Claudia Palla e dal penalista Carlo Porcaro D’Ambrosio di studiare il protocollo che, così formato, diventa difficilmente attuabile

Nuovo protocollo già bocciato da undici club di Serie A, tra cui l’Inter

Ecco, se pure un dirigente del calibro di Marotta ha espresso l’impossibilità di ospitare tutti i calciatori con le strutture all’avanguardia come quelle del team nerazzurro, mi domando quante società possono attuare alla lettera il protocollo. Senza dimenticare che il calcio professionistico non significa solo A, ma anche Serie B e C. Con questo rigido protocollo, per esempio, nelle due categorie sopracitate quali team avrebbero i mezzi per seguire questo protocollo? In questa situazione serve del buon senso.

Sembra che anche il campionato cadetto stia provando a concludere il campionato, ma tutte le componenti non sarebbero dello stesso avviso

Torniamo sempre alla problematica della responsabilità scaricata sulle spalle dei medici. Almeno 2\3 dei dottori delle ventidue squadre di B mi ha preannunciato le dimissioni se non ci saranno delle modifiche nel protocollo. Serve del buon senso tra le parti in causa; sarebbe stato utile riunire, a suo tempo, attorno ad un tavolo tutte le parti in causa per risolvere la situazione nel migliore dei modi. Come L.A.M.I.C.A (Libera Associazione Medici del calcio nda) non facciamo addirittura parte della Figc

Difficilmente un protocollo rigido come quello proposto per la Serie A potrebbe essere applicabile in C. Quale soluzione dovrebbe attuata per consentire lo svolgimento della prossima stagione nella terza serie nazionale?

La mia idea sarebbe quella di creare dei protocolli differenti in base alla categoria, poiché è logico che per i club di C sarebbe impossibile mettere in campo tutte quelle direttive richieste ai venti team del massimo campionato, che a loro volta si trovano in difficoltà nel rispettarlo. Dovrebbe essere studiate delle linee più malleabili, sempre salvaguardando la salute dell’atleta. Tutti i giocatori, che siano di A, B e C devono avere l’opportunità di potersi allenare; un lungo stop dall’attività non è una cosa salutare per calciatori professionistici

In questi giorni il futuro del settore giovanile e scolastico è stato colpevolmente tralasciato. Quando i più giovani potranno scendere nuovamente in campo?

Onestamente vedo molto difficile, per non dire quasi improbabile, una ripartenza del calcio giovanile prima della scoperta e applicazione di un vaccino anti covid-19

Il protocollo che verrà adottato anche per gli altri sport di contatto?

Penso che dovranno essere fatte delle attente valutazioni anche per discipline come basket e volley per programmare una ripartenza

Cosa rappresenta per lei la Lucchese?

I colori rossoneri per il sottoscritto rappresentano un primo amore sportivo. Cerco di essere sempre aggiornato sui risultati della Pantera, ancora di più durante questa stagione visto che all’interno della società ci sono veri amici come Bruno Russo, Mario Santoro, Daniele Deoma e in panchinaFrancesco Monaco, di cui mi è rimasto impresso un gustoso e significativo aneddoto. Colgo l’occasione per salutare con grande affetto queste persone che vogliono bene alla Lucchese. Il temperamento di Monaco posso paragonarlo tranquillamente a quello di Rino Gattuso. Il primo anno di Serie B, era la stagione 1990-1991, Francesco nella partita di Ancona riportò il distacco del tendine del bicipite destro, un infortunio molto grave. Dopo averlo operato, ricordo la scommessa fatta dall’attuale allenatore della Lucchese con Corrado Orrico, non molto fiducioso sul ritorno in campo del capitano. Grazie alla sua forza di volontà ed energia, ebbe ragione Monaco che rientrò in squadra prima del termine della stagione.

Lei attualmente segue come responsabile medico il Guangzhou Evergrande allenato da Fabio Cannavaro. Quando dovrebbe ripartire la Super League?

Proprio in mattinata ho avuto modo di parlare con lo staff tecnico. Il campionato dovrebbe riprendere a fine giugno senza escludere delle riforme al torneo, come ad esempio la divisione in due gironi in ambito geografico, per rendere meno complicate certe lunghe trasferte. Tutte le partite saranno rigorosamente a porte chiuse.


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