lagazzetta spazio pubblicità

Anno 1°

sabato, 31 ottobre 2020 - Recte agere nihil timere

Facebook Twitter YouTube

prenota

Sport

Stagione dilettantistica al Covid: i giocatori si rifiutano di rischiare il posto di lavoro per continuare il campionato

mercoledì, 14 ottobre 2020, 18:51

di michela carlotti

Domenica scorsa ha preso il via la stagione calcistica dilettantistica, ma due squadre del girone A di seconda categoria non sono scese in campo. Le U.S.D. Monti e Monzone, infatti, sono rimaste ferme per la quarantena cui sono stati sottoposti tutti i componenti di entrambe le squadre, in conseguenza della positività al Covid riscontrata per un giocatore del Monti. 

Le due squadre erano entrate in contatto in occasione della partita disputata a fine settembre per la Coppa Toscana. Il mercoledì successivo alla competizione, a seguito del test sierologico effettuato sul luogo di lavoro, un giocatore del Monti è risultato positivo al covid ed il tampone ha presto confermato l’esito. Immediatamente è scattata la quarantena preventiva per tutti i giocatori di entrambe le squadre che pochi giorni fa hanno effettuato il secondo ed ultimo tampone: mancano ancora gli esiti di un paio di giocatori, ma con buone probabilità domenica prossima le due squadre potrebbero riscendere in campo. 

Questa eventualità però, ha aperto un problematico fronte che evidenzia quanto siano lacunose le condizioni per praticare il calcio a livelli dilettantistici che, si sa, sono quelli in cui i giocatori e tutti i partecipanti si impegnano per lo più senza remunerazione: sono persone che praticano lo sport per passione ma che si guadagnano da vivere con il loro lavoro e non certo con il calcio. Pertanto, le quarantene che scattano a seguito dei contatti tra giocatori, risultano particolarmente sconvenienti poiché in tali casi la passione incide negativamente sull’attività lavorativa. 

I giocatori di entrambe le squadre, U.S.D. Monti e Monzone, sono rimasti fermi non solo calcisticamente, ma soprattutto, hanno dovuto sospendere la loro attività lavorativa. E la prossima domenica non se la sentono di tornare in campo e rischiare di esporsi nuovamente al contagio con le inevitabili conseguenze lavorative.

C’è chi fa l’ambulante, chi possiede un bar, chi fa il parrucchiere e chi comunque a diverso titolo svolge attività lavorativa autonoma e non può permettersi di restare fermo a lungo. Sono persone che hanno già subito gli effetti economici del lockdown e che ora non vogliono mettere a rischio il lavoro, magari faticosamente riavviato, per praticare una passione che naturalmente non garantisce un sostentamento economico alle loro famiglie. 

A questo aspetto, che riguarda soprattutto la preoccupazione per i propri giocatori, se ne aggiunge un altro di pari portata per le società: se i giocatori non scendono in campo per le società si apre tutta una serie di sanzioni che vanno da multe onerose, alla retrocessione fino alla squalifica e radiazione dal campionato con perdita del titolo sportivo.

Il destino ha voluto che fossero proprio le due squadre storiche, le più datate di Lunigiana nate rispettivamente l’U.S.D. Monzone nel 1927 e l’U.S.D. Monti nel 1967, a dover affrontare per prime il problema. Entrambe riferiscono comunque di aver trovato il consenso anche di altre società che, se non ancora toccate dal covid, sono consapevoli di non esserne certamente immuni. 

Così è scattata la richiesta formale sottoscritta dal Monti, ma condivisa da altre società quali Monzone, Fivizzanese e Gragnolese, indirizzata alla F.I.G.C. alla vigilia dell’inizio del campionato dilettantistico, il 7 ottobre, a cui è seguita una seconda missiva che riporta la data di oggi. “Questo non è calcio!” tuonano in buona sostanza le società sportive. 

Le risposte finora pervenute per le vie brevi dalla Federazione sono stati deludenti, a quanto riferiscono le società del Monti e del Monzone: la F.I.G.C., infatti, avrebbe insistito sulla necessità di convivere con il virus, limitandosi ad assicurare ingressi garantiti per il 15% della capienza degli impianti sportivi e competizioni disputabili con il minimo di sette giocatori per non incorrere nelle sanzioni. 

Tradotto: per scendere in campo domenica prossima e non subire la multa, ammesso che anche gli ultimi tamponi siano negativi, l’U.S.D. Monti dovrebbe trovare il settimo giocatore visto che ad oggi solo sei giocatori su 22 hanno dato la loro disponibilità per la partita. Il Monzone, invece, ha addirittura ventilato l’ipotesi del ritiro dal campionato. 

Alternative? La soluzione più indolore per tutti sarebbe quella che le stesse società sportive hanno proposto alla F.I.G.C.: sospendere i campionati e ripartire in tempi migliori senza dover subire, oltretutto, pesanti multe che appaiono anche illegittime dal momento che nessun fatto è imputabile alle società sportive a fronte dell’eccezionalità di una situazione che tutti stiamo vivendo e cercando, per quanto possibile, di affrontare al meglio. 

“Vi chiediamo con la consueta disponibilità al dialogo, l’incondizionato amore per il calcio e la forte voglia di continuare a fare calcio a beneficio delle nostre comunità locali che ci ha sempre contraddistinto, di fermarci e di confrontarci per valutare come procedere al meglio, con l’intento di coniugare salute e stabilità delle squadre e dei giocatori dilettanti che non vivono (sebbene lo amino) di calcio” - è quanto si legge nella nota che oggi l’U.S.D. Monti ha indirizzato alla F.I.G.C. - Riteniamo ragionevole, ad esempio, considerare uno slittamento dei tornei (ad esempio da febbraio a maggio) – così si legge nella nota - allorquando sperabilmente la curva dei contagi diminuirà e ci saranno plausibilmente cure più efficaci, o comunque studiare protocolli nuovi e più efficaci che consentano lo svolgimento, in sicurezza, del calcio dilettante”. 

In attesa di una risposta, l’U.S.D. Monti ha chiesto alla Federazione il rinvio della competizione prevista per domenica prossima contro il Mulazzo.

Intanto, altri casi di contagio stanno emergendo nel mondo calcistico locale. E’ di oggi la notizia della positività di un calciatore di altra squadra del solito girone: la quarantena scatta quindi anche per il Cerreto e per il Fortis Camaiore che hanno disputato insieme la prima partita di campionato della scorsa domenica. 

Il problema si accresce, com’è purtroppo prevedibile che sia, e la F.I.G.C. non può deludere: “La Federazione non può, a nostro sommesso avviso – conclude la nota dell’U.S.D. Monti - ignorare tutto e andare avanti come se nulla stesse accadendo, senza neanche tentare di andare incontro alle esigenze delle sue squadre, alle enormi difficoltà che queste ultime stanno incontrando e che da sole non possono risolvere, ancorché abbiano tutta la buona volontà di farlo”.

 

 

 


Questo articolo è stato letto volte.


prenota questo spazio su la gazzetta di massa e carrara

prenota questo spazio su la gazzetta di massa e carrara

prenota

prenota

prenota

prenota questo spazio su la gazzetta di massa e carrara

prenota questo spazio su la gazzetta di massa e carrara

prenota questo spazio su la gazzetta di massa e carrara

prenota questo spazio su la gazzetta di massa e carrara


Altri articoli in Sport


prenota questo spazio su la gazzetta di massa e carrara


sabato, 31 ottobre 2020, 09:17

Muore coach Massimo Colombi: basket carrarese sotto choc

La partita più dura contro una perfida malattia, non è riuscito a vincerla: se ne è andato oggi a soli 52 anni Massimo Colombi noto coach di basket che ha guidato le squadre giovanili del Viareggio e del Cmc Carrara 


sabato, 24 ottobre 2020, 18:32

Rinviata la partita tra Milano C5 e Città di Massa C5 per rischio contagio da Covid-19

Rinviata la partita tra Milano calcio a 5 e Città di Massa calcio a 5 a data da destinarsi. L'ufficialità è arrivata questa mattina con un comunicato della Divisione Calcio a 5 che ha confermato le voci di ieri sera da parte della squadra lombarda che avvisavano che due giocatori...


prenota questo spazio su la gazzetta di massa e carrara


sabato, 24 ottobre 2020, 18:10

Non c’è una motivazione plausibile: il presidente del Coni Malagò risponde al mister Tedeschi dell’Atletico sulla discriminazione fra campionati giovanili

A l’è amara ma a’l vo’ buta (E’ amara, ma va bevuta): con questo famoso detto carrarino si può sintetizzare la risposta che il presidente nazionale del Coni , Giovanni Malagò, ha dato a Davide Tedeschi, allenatore di una squadra giovanile di calcio dell’Atletico Carrara 


sabato, 24 ottobre 2020, 09:11

Discriminazione nel calcio giovanile: il mister dell'Atletico Carrara scrive al ministro Spadafora

Tra le voci che si sono fatte sentire in questo coro di disappunto ha colpito quella di Davide Tedeschi, ex calciatore della Carrarese e adesso allenatore della squadra Allievi Provinciali annata 2004/2005 dell’Atletico Carrara, che ha scritto una lettera pubblica chiamando in causa il ministro dello sport Vincenzo Spadafora


prenota questo spazio su la gazzetta di massa e carrara


mercoledì, 21 ottobre 2020, 13:08

Aci storico saluta il passaggio delle Mille Miglia in provincia

Il Club Aci storico di Massa Carrara saluta la partenza della trentottesima edizione della Mille miglia, rievocazione storica della competizione automobilistica di gran fondo disputata in 24 edizioni tra il 1927 e il 1957


lunedì, 19 ottobre 2020, 22:20

Mihai Bobocica dell’Apuania Carrara Tennistavolo si conferma il migliore anche all’Alperia Cup in Bolzano

È salito sul primo gradino del podio con in braccio il figlioletto Alexander, che lo aveva accompagnato con mamma Beatrice a Bolzano


prenota questo spazio su la gazzetta di massa e carrara