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Scritto da Aldo Grandi
Ce n'è anche per Cecco a cena
04 Giugno 2024

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Chi legge abitualmente le Gazzette sa che a queste latitudini non sono graditi gli organismi sovranazionali senza alcuna eccezione. Si tratta solo e soltanto di carrozzoni che mantengono lautamente parassiti che portano a casa stipendi d'oro mentre i popoli degli stati che dovrebbero rappresentare si svenano da mane a sera per tirare avanti la carretta, partite Iva in primis. L'Unione Europea è un pericolo, ormai lo hanno compreso tutti. Solo il presidente Mattarella - non è mai stato il mio presidente - unitamente ai politicanti che lo circondano può uscirsene fuori come i dolori parlando di sovranità dell'Unione Europea quando anche il più ignorante degli studenti di una qualsiasi facoltà di Giurisprudenza o Scienze Politiche sa che per esserci sovranità devono esistere e sussistere tre elementi fondamentali: un popolo, un territorio, una sovranità tutte cose che, nel caso dell'UE non solo non reggono, ma nemmeno esistono. Se un giorno l'Unione Europea dovesse annientare, come già sta facendo, l'autonomia dei singoli stati, sarebbe la devastazione totale. L'Italia non ha più sovranità perché nel momento in cui non stampi più moneta sei costretto ad accettare le condizioni che ti impongono gli altri. Non importa se avere l'euro al posto della lira sia meglio o peggio, quello che conta è che non esistiamo più come entità autonoma e sovrana. E questo vale per tante, tantissime altre cose, costretti a subire e ad accettare, a sottostare ai diktat di una élite di tecnocrati-burocrati capaci di solo di annientare ogni identità-individualità in nome di una massificazione-omogeneizzazione che renda l'uomo una cavia sperimentale. Per questo non siamo mai andati a votare alle elezioni europee, perché l'Unione Europea ci fa, semplicemente, schifo. Stolti, ipocriti, ciechi, dementi coloro i quali annusano fratellanza e comunità di intenti dove, al contrario, regnano solamente ipocrisia e servilismo. 

Mai e poi mai andremmo a morire per Bruxelles e lo stesso dovrebbero fare tutti quei giovani, in divisa o meno, che un giorno dovessero essere chiamati a farlo. Contano solamente gli interessi nazionali che non vuol dire egoismo, ma, semplicemente, consapevolezza di ciò che realmente conta nella vita molto più della morte, sia di quella temuta dai pezzenti in giacca e cravatta che mandano gli altri a combattere, sia di quella che piace, ma sarà vero?, così tanto a chi indossa la divisa e vorrebbe esaltarsi e rendere l'anima a dio per essa. 

Fatta questa lunga e necessaria premessa, un anno fa ci siamo imbattuti per nostra volontà in un libro scritto da un generale, Roberto Vannacci, noi che abbiamo sempre avuto, per le divise, una sorta di ritrosia se non, addirittura, ribrezzo oltreché una diffidenza elevata all'ennesima potenza. Del resto, basta essere un minimo appassionati di storia per conoscere ciò che le forze armate italiane hanno saputo fare nel loro passato, a cominciare dalla fuga, ignominiosa, avvenuta al seguito del re e della famiglia reale all'indomani dell'8 Settembre 1943. 

Ciononostante, le pagine del libro di Vannacci, quel suo modo di essere in divisa sì, ma anche senza dal momento che l'obbedienza se la metteva nel taschino per scrivere quello che sentiva di voler dire essendo ancora in servizio e, quindi, potenzialmente ricattabile e punibile, ci hanno spinto a credere non tanto e non solo nell'Uomo che, ormai, siamo ben vaccinati contro ogni idolatria, bensì nelle cose che sostiene dal momento che siamo in perfetta sintonia sulla grandissima maggioranza. E questo non perché siamo improvvisamente divenuti omofobi, razzisti, fascisti, bensì perché ciò che il buonsenso richiede a tutte le latitudini rispecchia in pieno il Vannacci pensiero. Così come il nostro. 

Noi viviamo in un mondo al contrario dove le élite e le minoranze in genere vogliono condurre l'umanità verso la distruzione di ogni punto fermo per rendere tutto ibrido, sostituibile, uniformabile, intercambiabile. Questo universo che marcia all'indietro vorrebbe ridurre l'essere umano ad una larva incapace di intendere e di volere se non ciò che viene imposto dai governi e dai detentori della Verità. La stragrande maggioranza degli esseri umani vive e vegeta in una ignoranza pari alle sabbie mobili, ma se si ha un minimo di autonomia di pensiero e di cultura non rabberciata, si arriva a comprendere che non si può far finta di niente e credere tutto debba andare come vorrebbero andasse.

Vannacci no. Vannacci rompe gli schemi, stravolge le righe, cancella i quadretti, spazza via i Nuovi Quaderni imposti sin dalle scuole dal pensiero unico dominante corrotto, perverso e invertito, un pensiero che vuole far passare per giusto ciò che giusto non è, per normale ciò che normale non è, per accettabile ciò che accettabile non può né deve essere. 

Roberto Vannacci è un incursore? Sì, ce lo auguriamo. Lui dice che quando sarà a Bruxelles quelli nemmeno si immaginano di cosa sarà capace e gli crediamo. E' come noi, insofferente non alla disciplina, ma al governo degli imbecilli, dei pavidi, dei vigliacchi, dei sudici che insozzano tutto, di coloro che hanno l'anima più nera del petrolio. 

Così abbiamo deciso che voteremo Roberto Vannacci e non perché sta nella Lega, che se fosse solo per questo nemmeno a pensarci visto come sono stati capaci di ridursi e ridurre quello che avevano costruito. Avremmo votato Vannacci anche se lo avesse candidato il partito degli Lgbtqrstuvz che ancora non esiste. E sarà ancora una volta, come è già stato altre ultime volte, la speranza di un cambiamento radicale, di uno spostamento definitivo dalla parte della logica del buonsenso, della logica dell'evidenza, della tradizione, di ciò che ancora ci fa sentire esseri umani agganciati a qualcosa che non sia solo e soltanto un effimero conto in banca. 

Voteremo Roberto Vannacci perché ci è bastato vedere con quanta rabbia, con quanta cattiveria, con quanta idiozia e ignoranza, con quanta strumentalizzazione e con quanta bastardaggine lo hanno attaccato i giornalisti invertebrati, gli intellettuali a una dimensione, i politici eunuchi e senza attributi, le associazioni che raccolgono e racchiudono i frustrati e i dementi il cui voto, in fondo, ha lo stesso valore di chi cerca di usare il cervello senza venderlo all'ammasso. Ecco contro tutta questa gente voteremo Vannacci e, se necessario, scenderemo in strada con lui perché ci sono molti modi di vivere, ma uno solo di morire. Con dignità, quella dignità che se ne è andata a puttane da un pezzo, oleata e coccolata da una classe politica di vermi che hanno saputo soltanto strisciare. Ma i vermi restano vermi e gli uomini non possono, camminando a testa alta, che schiacciarli.

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