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Scritto da Redazione
Cronaca
11 Giugno 2024

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La struttura di Reumatologia di Carrara è stata individuata dalla Regione Toscana come centro di riferimento per la diagnosi e la cura della fibromialgia. Sono quindi stati organizzati dei percorsi finalizzati alla presa in carico e al trattamento dei pazienti affetti da tale patologia, che prevedono un approccio multidisciplinare adeguato e completo, attraverso una collaborazione tra diverse discipline: Reumatologia, Psicologia, Medicina dello sport, Fisiatria, Terapia del dolore etc.“La fibromialgia - evidenzia il responsabile della Reumatologia per la Zona Apuane e coordinatore della linea professionale Reumatologia per la Asl Toscana nord ovest Gianluigi Occhipinti - è una patologia reumatica non infiammatoria caratterizzata da dolore cronico e oggi, in Italia, colpisce oltre due milioni di persone, per lo più donne. I sintomi possono comparire in modo graduale e aggravarsi con il passare del tempo, oppure esordire all’improvviso dopo un evento traumatico, spesso un distress psicologico. Non è una malattia rara, né una malattia psicosomatica; si calcola che tra il 2 e l’8 % della popolazione soffra di questa sindrome. I pazienti sono per il 90% di sesso femminile, con un picco tra i 40 e i 60 anni. La donna sperimenta un senso diffuso di dolore, marcata astenia, disturbi della concentrazione, della memoria, del sonno, un aumento della tensione muscolare e rigidità in numerosi sedi dell’apparato locomotore tutti questi sintomi compromettono in modo sostanziale la qualità della vita di queste pazienti. Il progetto portato avanti in Asl prevede la presenza di ambulatori di Reumatologia dedicati alla fibromialgia sia a Carrara, per la zona nord, dove le pazienti verranno valutate e seguite dalle dottoresse Franca Storino, Cristina Bernardoni e Vittoria Bascherini che a Livorno, per la zona sud, dove sarà presente la dottoressa Cristina Mandolesi.  L’accesso agli ambulatori dedicati alla fibromialgia è successivo ad una prima visita reumatologica. L’approccio terapeutico più adeguato è proprio quello multidisciplinare, con l’utilizzo di farmaci insieme a percorsi di attività fisica, fisiochinesiterapia mirata oltre che di interventi comportamentali sullo stile di vita.In particolare è molto importante offrire interventi di supporto psicologico. Per questo motivo già dal 2018 era stata avviata una collaborazione tra la psicologia e l'ambulatorio di Reumatologia all’ospedale di Livorno. Le pazienti fibromialgiche venivano inserite nei percorsi ambulatoriali della Psicologia dove, dopo una prima valutazione delle problematiche emotive connesse alla patologia, venivano proposti interventi individuali di consultazione breve, di supporto o psicoterapici. A partire da questa prima esperienza, nell’Azienda USL Toscana nord ovest è partito appunto questo progetto pilota per il supporto psicologico alle persone con fibriomialgia che ha visto la messa a punto - nella zona delle Apuane - di gruppi espressivi per i quali ci sono stati partecipazione e apprezzamento da parte dalle donne. E’ inoltre previsto a breve l'avvio di gruppi di supporto psicologico anche nella zona Sud”. “Grazie al progetto regionale finalizzato - spiega la direttrice della struttura di Psicologia della continuità Ospedale Territorio Patrizia Fistesmaire - è stato possibile incrementare l’attività di sostegno psicologico per rispondere a un bisogno di salute importante. Si tratta infatti di una patologia cronica e sistemica che riguarda soprattutto le donne adulte e che coinvolge la sfera del corpo della donna. Le pazienti si trovano a patire un dolore sordo e costante che coinvolge più regioni corporee. La sofferenza psicologica è quindi acuta e persistente nel tempo. Essendo una malattia non ancora conosciuta e non inserita tra le malattie invalidanti, alcune donne sperimentano un senso di solitudine e di vergogna. C’è chi racconta di non essere creduta, trattata da depressa, da ansiosa, chi non si sente compresa talvolta nemmeno dai sanitari, chi soffre in silenzio o vive con il terrore che il dolore prenda il sopravvento e non ci sia alcun modo per mitigarlo. La donna può riferire disturbi di vario genere, tra cui anche la cefalea, l’emicrania, un’estrema sensibilità al tatto e quindi disturbi della sfera affettiva.

La presenza di due interventi strutturati psicologici a nord e a sud ci consente anche di valutare l’impatto e misurarne gli esiti sulla base di una rilevazione self report sulla percezione di sé e del proprio corpo”.

“Nella zona Apuane – afferma la specialista psicologa Michela Zanetti, che già da anni si occupa della problematica attraverso interventi di supporto psicologico - sono già attivi due gruppi di psicoterapia per pazienti fibromialgiche. Ogni gruppo, di circa venti donne, si incontra il lunedì dalle 16 alle 17.30, a cadenza quindicinale, nella Sala della Musica dell'ospedale Apuane”.

Insieme alla dottoressa Zanetti conducono i gruppi la dirigente psicologa dell’ospedale Apuane Serena Pallotti e le specializzande in psicoterapia Elisa Ratti e Alessandra Poggi. Ai gruppi si accede tramite colloquio psicologico individuale e questa attività viene mantenuta nel tempo come uno spazio aperto e permanente per le donne. L'invio delle pazienti alla psicologa avviene da parte della Reumatologia e, considerate le caratteristiche della malattia, si privilegiano modalità di lavoro di tipo espressivo.La psicoterapia espressiva promuove l’utilizzo integrato dei codici espressivi pre-verbale e verbale; utilizza metodologie e tecniche tratte dall’arte terapia e dalla terapia psico-corporea. La dimensione estetica, quella corporea e somatica diventano essi stessi strumenti di cura. Lavorando quindi sull’unità corpo-mente, praticando la consapevolezza della presenza corporea, all’interno di un contesto terapeutico in grado di nutrire questo continuum, si favoriscono successivi processi di mentalizzazione e di trasformazione, sostenendo la crescita psichica e quella neurologica. A partire da questo mese di giugno 2024, con la presenza di Luca Galli, specialista psicologo con esperienza nel trattamento della malattia organica e dei bisogni di salute della donna, è inoltre possibile sviluppare ancora di più il percorso, misurando gli esiti degli interventi.“Anche nella parte sud dell’Asl Toscana nord ovest – prosegue la dottoressa Fistesmaire - grazie al progetto finalizzato vi è stata la possibilità di avviare un primo spazio di accoglienza e intervento psicologico per le persone con fibromialgia e questo è molto importante perché questa patologia ha bisogno di riconoscimento e di risposte, per uscire dal silenzio del pregiudizio ed essere riconosciuta. Non è giusto che chi già soffre, incontri difficoltà due volte, per le modalità con cui questa sofferenza viene trattata”.“A partire dal 24 giugno - aggiunge la dirigente psicologa Simona Ceccanti - sarà organizzato il primo gruppo di pazienti anche All’ospedale di Livorno. Infatti, grazie alla presenza della specialista psicologa Anna Maria Marroni, le persone con fibriomialgia potranno usufruire di un intervento psicologico in piccolo gruppo, a cui si accederà a seguito di colloquio individuale, sempre in raccordo con la Reumatologia. Il focus dell'intervento sarà la psicoeducazione sulla patologia, la validazione dei vissuti e il lavoro sul corpo attraverso metodi derivanti dal modello umanistico-bionergetico in cui è formata la dottoressa Marroni”.Gianluigi Occhipinti e Patrizia Fistesmaire ringraziano inoltre la responsabile della struttura di Coordinamento funzioni tecniche amministrative dei dipartimenti sanitari e funzioni trasversali, Maida Pistolesi, per il suo supporto nelle pratiche di recepimento del finanziamento e nell’organizzazione di un intervento aziendale integrato tra specialistiche differenti.

 

 

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