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Scritto da Manuela Orsini Merani
L'evento
03 Febbraio 2024

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"Ho solo amato il cuore di una bestia e poi continua a recitare la canzone non ho più paura di restare senza te, mi riprenderò". L'amore non fa così dell'avvocato Valentina Ambrosio non si limita a rivestire le caratteristiche di un romanzo, ma è portavoce di un messaggio più profondo e contemporaneo.

L'avvocatessa Ambrosio si è esibita ieri nella sala della Resistenza del Palazzo Ducale, in occasione della presentazione della sua fatica letteraria con la brillante moderazione della avvocatessa Carmen Federico.

Da Roma a Massa è stato il suo percorso, appena è scesa dal treno ha abbracciato Carmen Federico, come tiene a raccontarci durante la serata. Si conoscevano fino ad allora solo attraverso telefonate.

Con la sua performance ha saputo toccare le note di una grande emozione che ha tenuto ben saldo il pubblico presente, attento e fortemente coinvolto al tema affrontato.

Un linguaggio diverso, il suo, per fare focus su una tematica delicata come quella della violenza di genere, proteso a svelare step by step la genesi del libro.

Alle sue spalle un videoclip forte ed emozionante,  con un ventaglio di scene che offrono un duro spaccato della nostra società: gesti quotidiani di violenza contro le donne in vari contesti e modalità diverse.

A  detta dell'autrice la musica è uno strumento efficace e altamente efficiente per far comprendere la gravità di questa dinamica sempre più frequente.

La canzone è nata spontaneamente ed è arrivata fino al palco musicale  di Caltagirone, il libro narra la genesi dalla nascita del brano, narra di una ragazza che partecipa in un contest musicale raggiungendo risultati notevoli e poi spiega l' idea del videoclip grazie al regista Cesaroni. E poi un traguardo importante fino ad arrivare alla camera dei deputati, ci racconta l'avvocatessa Ambrosio.

"La musica ci avvicina, supera qualsiasi barriera -tiene a sottolineare fin da subito l'autrice-

 e fa nascere delle bellissime amicizie."

Un invito a essere consapevoli del pericolo fin da subito di denunciare storie tossiche che non si traducono solo in violenze fisiche, ma anche psicologiche ed economiche. Non esiste una sola Nina ma più di una, tiene a ribadire Ambrosio. Il libro aiuta anche a individuare quali realtà possono dare un supporto,  parte del ricavato andrà a favore dell'ospedale Sant'Andrea di Roma, (che ha un percorso dedicato alle vittime di violenza di genere), al quale ha dedicato un capitolo intero.

Si sono alternati in un folgorante effetto farfalla gli interventi dei relatori, erano presenti:il prefetto di Massa Carrara Guido Aprea, la vice presidente della provincia di Massa Carrara Elisabetta Sordi, il magistrato e vice presidente Consiglio di presidenza della giustizia tributaria Cosimo  Ferri e il professore Vincenzo Genovese.

Il tutto accompagnato dall'esposizione significativa dei ventagli artistici contro la violenza di genere realizzati a mano da artisti vari a cura di Manola Caribotti e con le coreografie  di Lara Morena Maggiani.

Il prefetto Guido Aprea ha voluto mettere in luce alcuni messaggi chiave trasmessi dalla canzone :

"Stiamo avviando una quotidiana battaglia contro l'indifferenza, la solitudine e la tristezza che possono generare situazioni di abbandono, spesso è difficile individuare i primi segnali, perché nascono all'interno dell' ambito familiare dei rapporti che dovrebbero essere in teoria i più protetti. Noi organizziamo tutte le celebrazioni da quando sono in carica coinvolgendo i giovani anche attraverso la musica." Ha suggerito di passare ai fatti in questo contrasto contro la violenza di genere, ringraziando il questore e i rappresentanti dell' Asl e tutti i presenti. Il prefetto Aprea ha voluto ribadire la funzione determinante dell'attivazione del codice rosa, un protocollo indispensabile per individuare tempestivamente i casi di violenze sempre più in aumento.

L'importanza di coinvolgere i giovani in queste attività, rappresenta a sua detta un  dovere stanare queste persone che si macchiano di questi reati.  Ha poi messo in luce il rovescio della medaglia dei social,  strumenti utili ma in realtà rischiano di contribuire all' insorgenza del problema portando tanti giovani all'isolamento, alla frustrazione e incomunicabilità. "Bisogna portare all'educazione del rispetto degli altri, rispettando gli altri rispettate anche voi stessi." Si è rivolto ai tanti studenti e ha portato un dato importante: un morto a settimana vittima di violenza.

La vicepresidentessa Sordi ha evidenziato un altro aspetto in relazione  all'esperienza della violenza:

"I numeri di casi di possesso, o controllo del cellulare sono  i primi segnali di una relazione tossica e sono sottostimati, fraintesi come gesti di attenzione verso il partner. Gesti comuni come alzare la voce, cerchiamo fin da subito di  parlare  e riconoscere le dinamiche delle violenze." Ha poi voluto comunicare che uscirà a breve  un altro bando triennale per portare questo tipo di attività formativa nelle scuole.

Anche Vincenzo Genovese  ha rimarcato l'importanza di portare nelle scuole e fra i giovani questi messaggi educativi:

"Siamo pervasi da negatività dai mass media, distogliendo l'attenzione dai valori più forti, siamo in un momento di difficoltà estrema. Il 25 novembre è tutto l'anno. Stasera sono tre le classi dell' istituto Barsanti coinvolte in questa presentazione e la loro partecipazione ha un significato fondamentale.Il tema è i giovani per i giovani."

Il magistrato Cosimo Ferri ha fatto focus su quanto sia determinante anche il ruolo delle forze dell'ordine. In veste di magistrato ha evidenziato come ha vissuto in prima persona queste difficili e delicate dinamiche:

" l'autrice Ambrosio ha avuto la forza di denunciare e andare avanti, parlare di sé stessi e raccontare situazioni personali non è facile. Tanti sono gli interrogativi in questi ambiti, a chi ti rivolgi, ai genitori?Con chi ne parlo? Trovare una rete per parlare e comprendere la motivazione della dinamica che la vittima sta vivendo. Con il ruolo del magistrato ma anche come avvocato e professionista ho avuto la possibilità di avere una visione globale e in tutto ciò è determinante denunciare la violenza."

Ha poi voluto fare focus sui vari step del processo dall' accertamento della verità e il fondamentale passaggio delle istituzioni.  "La storia raccontata in questo libro si avvale  della potenza della musica che si può ascoltare in qualunque momento. L'idea della spinta comunicativa la trovo importante, a confronto di altri congressi su questo tema. È Importante fare rete non solo con le istituzioni ma anche con associazioni come il centro antiviolenza di Francesca Menconi."

Un discorso ad ampio raggio a sua detta che contempla misure come allontanamento dalla casa familiare, il ruolo del giudice che deve valutare l'attendibilità della prova, un processo non facile che vive di una sinergia tra medici, avvocati e forze dell' ordine.

Quello che deve passare è a suo avviso dal momento della denuncia: non abbandonare la vittima, non lasciarla sola, ma tutelarla all'interno della sua quotidianità.

L'avvocatessa Carmen Federico ha ricordato:"Giulia Cecchettin avrebbe conseguito la laurea proprio oggi, niente è casuale, vorrei fare un applauso in sua memoria.

A conclusione le note di una divertente canzone "Mister spazzolino"  è stata cantata da una piccola bimba Valentina Maria insieme all'autrice del libro, confermando la sua veste di cantautrice arrivando fino allo zecchino d'oro.

Un messaggio propositivo in più di guardare alla quotidianità con il sorriso e per rimarcare come la potenza della musica può risvegliare la forza di andare avanti con piccoli passi anche i più semplici come può essere spazzare via dalla propria vita la tossicità  per tornare a sorridere.

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